leggende Archivi - La Voce del Sud https://www.lavocedelsud.org/tag/leggende/ “Se si sogna da soli, è un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia. ” Wed, 08 Jun 2022 10:52:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.2 199277288 Con il Gargano nel cuore https://www.lavocedelsud.org/due-cantastorie-moderni-del-gargano/ https://www.lavocedelsud.org/due-cantastorie-moderni-del-gargano/#respond Wed, 08 Jun 2022 10:00:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=3325 Il racconto di due cantastorie moderni Musica, racconto, poesia, leggenda, libertà, tradizione, didattica, legame con il territorio, amicizia. Potrebbe continuare a lungo l’elenco degli ingredienti che rendono “Storie e Leggende del Gargano” un prodotto editoriale unico nel suo genere.  Nascita della “Garganstreet Band” Gli autori, Michele Maiorano e Rocco Iocolo, al termine degli studi accademici, muovono […]

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Il racconto di due cantastorie moderni

Musica, racconto, poesia, leggenda, libertà, tradizione, didattica, legame con il territorio, amicizia. 
Potrebbe continuare a lungo l’elenco degli ingredienti che rendono “Storie e Leggende del Gargano” un prodotto editoriale unico nel suo genere. 

Nascita della “Garganstreet Band”

Gli autori, Michele Maiorano e Rocco Iocolo, al termine degli studi accademici, muovono insieme i loro primi passi nel mondo musicale e didattico fondando la Garganstreet Band, formazione dixieland attraverso la quale rallegrano le piazze e le strade delle città di tutta Italia.  
Qualche anno più tardi l’esperienza maturata condurrà la band a incidere un vero e proprio album di cover e inediti chiamato “Una Brutta Malattia”, dichiarazione provocatoria e ironica nei confronti degli stati d’animo contrastanti vissuti dai musicisti e in generale dai fruitori della musica stessa, persi nell’eterno affascinante dilemma sulla passione, il sacrificio e l’esigenza di fare musica a qualunque livello. 

Primi traguardi: “Io mi sento Gargano”

La traccia “Io mi sento Gargano” (https://www.youtube.com/watch?v=g4iNV7AbsdE) ci accompagna in quella che è la vita dei due autori, segnata da lunghi periodi di distacco forzato dalla loro terra natìa dovuti al lavoro di insegnanti che tutt’ora svolgono con passione e dedizione. 
Ancor prima della scuola, la Garganstreet vince il bando per il programma “Bollenti Spiriti” finanziato dalla Regione Puglia, che vede impegnati i membri nella propedeutica nelle scuole primarie attraverso lo strumentario ORFF (apprendimento attraverso la coordinazione motoria, fantasia, senso critico, inserimento nel gruppo, confronto non competitivo) e nella realizzazione di una vera stagione concertistica in cui unire le esibizioni dei ragazzi e di professionisti nel pieno della carriera musicale. 

Nuovi progetti

Dopo un periodo di pausa dalle attività dovuto ad impegni di famiglia e lavoro, Rocco e Michele tornano con un prodotto dalle molte sfaccettature, destinato ai bambini, ma piacevole anche per i più grandi. 
La leggenda della città di Uria, di Diomede, del guerriero Nicandro, di Kàlena: nove storie appartenenti alla cultura garganica, riproposte con testi originali dal linguaggio estremamente lineare e di facile memorizzazione. 
Ottimo il lavoro sulle linee melodiche, adatte ad essere apprese dopo pochi ascolti. 
Le musiche attingono al repertorio funk e pop e rendono divertente l’esperienza di ascolto ed eventualmente di riproduzione della canzone. 
Proprio qui risiede la particolarità del progetto: abbinare ai testi e alle canzoni anche la possibilità per chiunque di riprodurre i brani attraverso le basi e gli spartiti di tutte le tracce dell’album, disponibili a breve anche su tutte le piattaforme digitali. 

Il “Tiramisound” del Gargano

Sappiamo in anteprima che è in preparazione uno spettacolo teatrale che coinvolgerà gli alunni degli istituti comprensivi di Cagnano e Monte Sant’Angelo (FG) e comprenderà l’esecuzione dei brani e alcuni contenuti inediti. 
Originale e audace la scelta di pubblicare il libro-album su Amazon Kindle sotto la dicitura “Tiramisound” (marchio di fabbrica del duo garganico) nonostante l’offerta di alcune case editrici. 
Un’operazione che racconta una grande voglia di libertà dalle politiche editoriali e commerciali e il desiderio di curare personalmente ogni passaggio della produzione e distribuzione. 
Attualmente il libro è acquistabile su Amazon ( https://www.amazon.it/Storie-Leggende-Gargano-Michele-Maiorano/dp/B09X514KQN) ed è iniziata da poco la distribuzione anche in alcuni centri del territorio, prima fra tutte l’associazione culturale Green Cave di Monte Sant’Angelo, non nuova a questo tipo di iniziative. 
L’ennesima intuizione geniale di Michele Maiorano e Rocco Iocolo, professionisti affermati, docenti appassionati e veri cittadini garganici. 

Antonio Montecalvo

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Estate di San Martino, 11 Novembre. https://www.lavocedelsud.org/estate-di-san-martino-11-novembre/ https://www.lavocedelsud.org/estate-di-san-martino-11-novembre/#respond Thu, 11 Nov 2021 11:02:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=822 Con “L’estate di San Martino” ci si riferisce al periodo autunnale in cui, dopo il primo freddo, si verificano condizioni di bel tempo. Insieme vedremo le origini di questa festività e analizzeremo due famosissime poesie che ne celebrano le giornate.

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Che cos’è l’estate di San Martino e perché si chiama così?

Quante volte a scuola vi è capitato di leggere poesie di poeti che ne celebrassero la giornata?
Riecheggiano ancor’ nella mente, al sol pensiero, i famosissimi versi del Carducci:
“La nebbia a gl’irti colli
piovigginando sale,
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mare”.
Eppure i versi a venire ci raccontano poi di strade di un borgo in festa, con un profumo di vino che accarezza le vie di tutto il paese e che, così, rallegra gli animi.

Si celebra, dunque, una festa: quella di San Martino.
Ma di cosa si tratta?
Con “L’estate di San Martino” ci si riferisce al periodo autunnale in cui, dopo il primo freddo, si verificano condizioni di bel tempo. Nell’emisfero australe coincide con la fine di aprile e inizio maggio, mentre nell’emisfero boreale con l’inizio del mese di novembre.

Il nome ha origini religiose e tutto si ricollega alla tradizione del mantello secondo la quale Martino di Tours, proprio durante la giornata dell’11 Novembre, mentre si trovava in Gallia nel cammino verso casa, durante una forte bufera incontrò un mendicante e spinto dalla sua magnanimità gli offrì metà del suo mantello. Accadde, però, che dopo poco la bufera cessò e il cielo si schiarì, consentendo al sole di fuoriuscire e di riscaldare le temperature. Proprio come in una giornata d’estate.
Dunque, quando si parla dell’estate di San Martino si fa riferimento ai tre giorni – in genere – di un periodo in cui le temperature risultano più miti e prende il nome proprio dallo stesso Martino di Tours, divenuto poi Santo dopo che quella stessa notte ebbe in sogno Gesù, che gli preannunciò la sua futura santificazione e rivelandogli, anche, che dietro a quel mendicante si celasse lui stesso.

Illustrazione di Ilaria Longobardi
in arte @dallamiap.arte

Una vera e propria festività, questa dell’11 novembre, che ancor’ oggi viene celebrata in molti paesi come in Belgio, Germania, Austria, Polonia, Francia, Estonia e Lituania, dove i bambini costruiscono lanterne di carta o di legno e le portano nelle diverse processioni che si svolgono in molte cittadine, per poi concludere il tutto radunandosi intorno ad un falò, mangiando dolci tipici e cantando canzoni dedicate al Santo.

Tradizionalmente in questi giorni si aprono le botti per il primo assaggio del vino nuovo, abbinato solitamente al primo raccolto di castagne. Tradizione celebrata, come anticipato, anche nella famosa poesia di Carducci, intitolata appunto San Martino e in un’altra poesia dedicata all’estate di San Martino, incentrata più sull’aspetto fugace e illusorio del suo improvviso incanto, Novembre di Giovanni Pascoli. A tal proposito le ricordiamo e analizziamo brevemente.

Giosuè Carducci, San Martino.

Il titolo del componimento fa, ovviamente, riferimento all’11 Novembre, quindi. Si tratta proprio di una delle poesie più celebri del poeta e compare nel terzo libro della raccolta poetica “Rime Nuove”.

“La nebbia a gl’irti colli

piovigginando sale,

e sotto il maestrale

urla e biancheggia il mar;

ma per le vie del borgo

dal ribollir de’ tini

va l’aspro odor de i vini

l’anime a rallegrar.

Gira su’ ceppi accesi

lo spiedo scoppiettando:

sta il cacciator fischiando

sull’uscio a rimirar

tra le rossastre nubi

stormi d’uccelli neri,

com’esuli pensieri,

nel vespero migrar.”

Assistiamo dunque a una descrizione di un paesaggio naturale e di una nebbia che avvolge le colline, ma anche di un borgo in festa, inebriato dal profumo del vino. Si percepisce, così, uno scenario contrapposto tra quello che è esterno, ovvero un mondo grigio e pericoloso e quello che è, invece, interno, ovvero quello che è protetto dentro lo stesso borgo. Passando poi dalla rappresentazione di uno scenario di collettività delle strade, con il cacciatore che arrostisce la sua cacciagione ad uno scenario più intimo, quale la visione di uno stormo di uccelli neri, con un chiaro riferimento al presagio di morte, si allontanano insieme alla consapevolezza della notte che si avvicina.

Giovanni Pascoli, Novembre.

Novembre è una poesia tratta dalla raccolta “Myricae” e pubblicata la prima volta nel 1891. Originariamente anche questa prendeva il nome di San Martino, proprio come quella di Carducci da cui Pascoli si ispira.
E’, infatti, una poesia che condivide molto con la precedente, compreso il senso di tristezza relativo alla morte, che sappiamo essere uno dei motivi per eccellenza della produzione di Pascoli.

“Gemmea l’aria, il sole così chiaro

che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,

e del prunalbo l’odorino amaro

senti nel cuore…

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante

di nere trame segnano il sereno,

e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante

sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,

odi lontano, da giardini ed orti,

di foglie un cader fragile. È l’estate,

fredda, dei morti.”

Dai primi versi si percepisce un ambiente gioioso che poi, però, lascia spazio a versi di tristezza. Dunque, se all’inizio si ha l’illusione di una bella giornata primaverile, ben presto il poeta rende evidenti i particolari autunnali che lo denotano.

“È l’estate, fredda, dei morti. conclude così il suo componimento, contestualizzando in questo modo anche quello che rappresenta, per eccellenza, il mese di novembre, ovvero la commemorazione dei defunti.

Carmela Fusco

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