Cultura Archivi - La Voce del Sud https://www.lavocedelsud.org/category/cultura/ “Se si sogna da soli, è un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia. ” Thu, 13 Feb 2025 17:41:23 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=6.7.2 199277288 Van Gogh – The Immersive Experience sbarca a Catania! https://www.lavocedelsud.org/van-gogh-the-immersive-experience-sbarca-a-catania/ https://www.lavocedelsud.org/van-gogh-the-immersive-experience-sbarca-a-catania/#respond Fri, 14 Feb 2025 11:00:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9256 Dal 15 novembre al 30 marzo a Catania, presso la Chiesa della Santissima Trinità, sarà possibile effettuare un viaggio multimediale nel mondo dell’arte del pittore olandese Vincent Van Gogh! Grazie a questo percorso – che combina sapientemente musica ed immagini in 3D – gli spettatori vivranno l’incredibile sensazione non solo di essere parte integrante di […]

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Dal 15 novembre al 30 marzo a Catania, presso la Chiesa della Santissima Trinità, sarà possibile effettuare un viaggio multimediale nel mondo dell’arte del pittore olandese Vincent Van Gogh!

Grazie a questo percorso – che combina sapientemente musica ed immagini in 3D – gli spettatori vivranno l’incredibile sensazione non solo di essere parte integrante di una delle famose tele del famigerato artista, ma anche di vivere un giorno in sua compagnia sbirciando nella sua quotidianità.

Un’esperienza straordinaria, arricchita dalla presenza di numerosi girasoli scintillanti lungo l’intero percorso, e dalla riproduzione impeccabile della sua celebre camera da letto, che cattura l’essenza del suo mondo intimo e creativo.

Tutto ciò si svolge nel suggestivo scenario della Chiesa della Santissima Trinità, che funge da ponte metaforico tra l’arte eclettica del pittore “maledetto” e il suo contesto spirituale, creando un connubio affascinante tra la sua visione artistica e la sacralità del luogo.

Orari della Van Gogh Experience a Catania:

Da lunedi a venerdi: 9.00-13.00 / 15.00 -20.00

sabato e domenica: 10.00 / 21.00

Federica Leonardi

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Marina Burani in mostra a Parma https://www.lavocedelsud.org/marina-burani-in-mostra-a-parma/ https://www.lavocedelsud.org/marina-burani-in-mostra-a-parma/#respond Tue, 11 Feb 2025 11:00:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9249 A volte le cose più straordinarie e grandiose si scoprono per pura casualità. Ringrazio queste casualità! Ero in Piazza Garibaldi a Parma con una mia collega dell’università, proprio davanti al Palazzo del Governatore, e a lei è venuto in mente che in quel palazzo c’era una mostra che l’aveva molto colpita. I giorni a seguire […]

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A volte le cose più straordinarie e grandiose si scoprono per pura casualità. Ringrazio queste casualità! Ero in Piazza Garibaldi a Parma con una mia collega dell’università, proprio davanti al Palazzo del Governatore, e a lei è venuto in mente che in quel palazzo c’era una mostra che l’aveva molto colpita. I giorni a seguire sono stati frenetici ma ho avuto il tempo di andarci. La mostra ‘Eternamente viva’ di Marina Burani, era visitabile al Palazzo del Governatore a Parma dal 6 dicembre 2024 al 9 febbraio 2025, ad ingresso libero.

La mostra

La mostra racchiude buona parte della produzione dell’artista, si sviluppa su due piani, i colori prevalenti sono il grigio, il nero e il bianco. L’artista dice di voler parlare d’amore nelle sue opere ma ammette lei stessa che fin da piccola, nei temi che scriveva a scuola, andava fuori tema. Questo però non deve essere considerato un disvalore, anzi un valore aggiunto. Si definisce un’artista senza padroni e proprio da questa grande libertà nasce la sua creatività. Proprio perché la mostra non ha un tema definito, non c’è un percorso da seguire per esplorarla. L’artista dice che l’ispirazione per le sue opere la prende dalla sua immaginazione e sulle forme che le si parano nella mente. Definisce la croce una forma disturbante, molto presente nella mostra, ma non lo interpreta come un simbolo religioso. Possiamo distinguere, però, nel percorso diverse serie come i ritratti, gli specchi neri o i panneggi. Sono presenti molti autoritratti che catturano diverse espressioni dell’artista. L’artista stessa era presente durante i mesi dell’esposizione, aveva a disposizione una postazione in cui poteva dipingere e sfogare il suo estro creativo avendo come pubblico i visitatori della mostra.

Sensazioni

L’ho trovata una mostra disturbante, ho provato quasi la stessa sensazione quando ho finito di leggere Lo straniero di Camus, quasi un senso di disagio ma non di certo di indifferenza. Forse era proprio questo l’obiettivo della Burani, disturbare il visitatore. I quadri che più mi hanno colpito sono due autoritratti che raffigurano solamente il volto dell’artista. Sono due forme ovali che rappresentano due espressioni diverse ma, a parer mio, generate dalla stessa emozione: lo spavento, con delle leggere sfumature. Lo spavento che genera paura e lo spavento che genera stupore. Il tutto condito da un sapiente uso dei giochi di luci e ombre di chi ha allestito la mostra, che racchiude queste due opere in un rombo di luce.

Marina Burani ha dedicato la sua intera vita alla sua arte ma non è stata altrettanto fortunata con le esposizioni, tant’è che questa è la più ricca che abbia mai fatto. Eppure, a più di ottant’anni ha lo spirito di una giovane che vorrebbe spaccare tutto, consapevole del fatto che:

‘L’arte è la parola dipinta che sopravviverà a qualsiasi cosa.’

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Fem baralla, in Sardegna! https://www.lavocedelsud.org/fem-baralla-sardegna/ https://www.lavocedelsud.org/fem-baralla-sardegna/#respond Fri, 10 Jan 2025 11:12:13 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9181 Baralla (pronuncia ‘baraglia’) in algherese significa litigio. In questo caso specifico fa riferimento a una nuova iniziativa che nasce dalla volontà di trovare spazi di aggregazione, confronto e dialogo, per permettere alla cittadinanza di riappropriarsi di una nuova consapevolezza di cittadini. Questi dibattiti civici in piazza sono promossi dall’associazione Ginquetes, associazione di promozione sociale che […]

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Baralla (pronuncia ‘baraglia’) in algherese significa litigio. In questo caso specifico fa riferimento a una nuova iniziativa che nasce dalla volontà di trovare spazi di aggregazione, confronto e dialogo, per permettere alla cittadinanza di riappropriarsi di una nuova consapevolezza di cittadini. Questi dibattiti civici in piazza sono promossi dall’associazione Ginquetes, associazione di promozione sociale che dal 2019 si occupa di progettare e realizzare laboratori, attività e percorsi educativi interculturali. Negli anni ha stretto amicizia con altre associazioni attive nel sociale e nella cultura, impegnandosi in progettualità finalizzate a favorire occasioni di incontro, inclusione e partecipazione, soprattutto tra i giovani. Il nome “Ginquetes” rimanda alla realtà algherese: pedra feta rodona de l’onda de la marina o del riu, empreda per fer lo paviment dels carrers (pietra fatta rotonda dall’onda del mare o del fiume, impiegata per costruire il pavimento delle strade).

Lo scopo dell’associazione è quello di costruire nuovi orizzonti e possibilità, coinvolgendo la cittadinanza. La prima baralla è stata fatta l’11 luglio 2024 nella piazza del balaguer e riguardava gli affitti brevi e l’emergenza abitativa, il fatto che ormai ad Alghero sia impossibile trovare una casa affittabile annualmente perché ai proprietari di casa conviene di più affittare una casa per tre mesi l’anno a prezzi astronomici.

LA BARALLA DI DICEMBRE

Il 27 dicembre, presso il teatro civico di Alghero, si è tenuta una baralla sullo spopolamento in Sardegna. Erano presenti due ospiti: la sindaca di Fonni e presidente dell’Anci Sardegna, Daniela Falconi e Marcello Orizi, fondatore e amministratore di Prossima isola, un’impresa nel campo dell’informatica, che dalla svizzera è riuscito a far ritorno in Sardegna. Il titolo del dibattito era “Isola che va isola che resta – Quali opportunità oltre lo spopolamento?”

I dati sono allarmanti: dal 2016 al 2024 la Sardegna ha perso oltre 88.000 abitanti. È come se ogni anno sparisse un paese delle dimensioni di Bosa. La Sardegna ha la percentuale più bassa di giovani in Italia e un tasso di solo 0,91 figli, contro una media nazionale di 1,2. Nel 2023 i decessi (18.563) sono stati più del doppio delle nascite (7.231). anche le migrazioni non fanno ben sperare: più persone lasciano la Sardegna rispetto a quanto vi si trasferiscano. Tuttavia, è in crescita il saldo migratorio con l’estero (+3.616), con un aumento dei residenti provenienti da Romania, Senegal, Cina e Ucraina. Entro il 2050, la Sardegna perderà il 21% della popolazione. La fascia under 15 diminuirà del 32%, mentre la popolazione attiva (15-64 anni) calerà del 18%. Altro dato da tenere in considerazione è che il 16% dei giovani sardi scelgono Atenei fuori regione. Nonostante i benefici per il diritto allo studio, il tema degli alloggi per gli studenti rimane una criticità. Nel 2022 tutte le province sarde hanno registrato un calo dei residenti. Il Sud Sardegna ha perso quasi 3.000 abitanti, Nuoro e Oristano il 0,9% della popolazione. Questo fenomeno non riguarda solamente la Sardegna ma tutta la penisola, specialmente l’entroterra. Dal dibattito con il pubblico sono emerse alcune criticità: come i trasporti interne ed esterni all’isola, la mancanza di opportunità lavorative e un’offerta universitaria limitata. Tutti questi fattori e molti altri portano i giovani ad abbandonare la regione, anche a causa di un ambiente poco dinamico. La politica dovrebbe farsi carico di questo problema e cercare delle soluzioni efficaci per contrastarlo con dei provvedimenti strutturali. È davvero brutto non avere la possibilità di scegliere dove vivere, questo dovrebbe essere un diritto garantito, ma ancora oggi, nel 2025, non lo è.

Alessandra Cau

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NATALE E SOLIDARIETA’ https://www.lavocedelsud.org/natale-e-solidarieta/ https://www.lavocedelsud.org/natale-e-solidarieta/#respond Sun, 29 Dec 2024 09:30:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9170 Una società solidale è una società SOLIDA.
(E pare che sia un valore di un certo rilevo, da qualche milione di anni a questa parte.)
EMPATIZZA con il prossimo
ABBINE CURA!

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Il Natale nella visione comune è un periodo di gioia e condivisione, ma per chi vive ai margini di reti sociali o familiari è forse il momento più difficile dell’anno. Secondo l’ultima rilevazione Istat, nel 2023 la povertà assoluta in Italia ha coinvolto il 9.8% della popolazione, equivalente a circa 5.7 milioni di persone. Un aspetto che mette in evidenza come il lavoro non sia più una garanzia contro la difficoltà economica.

La pressione culturale verso la celebrazione collettiva e l’idea di “famiglia perfetta” possono trasformarsi in una lente che amplifica il disagio, rendendo più visibili assenze e mancanze e accentuando il senso di solitudine, e in questo contesto il bisogno di premura, cura e connessione si fa poi sempre più urgente.

Credi esista realmente qualcosa di perfetto?

Chi lo definisce?

Che rapporto hai con la tua famiglia?

Aiuti? Ti fai aiutare?

Ami? Ti ami?

Sia dal settore privato (attività e imprese) che da quello non profit (diverse organizzazioni) anche e soprattutto qui in Puglia esistono iniziative pensate per colmare le lacune affettive e sociali che molte persone vivono in questo periodo, come la Croce Rossa Italiana e diverse associazioni che si prostrano, col cuore, a donare supporto emotivo, psicologico e contributi come cibo e indumenti a chi sfortunatamente ne ha più bisogno.

Il modo in cui la parola SOLIDARIETA’ viene usata ci dice che è l’aiuto  il cemento del corpo in cui viviamo, il venirsi incontro nella partecipazione di un destino comune in cui nessuno dovrebbe essere lasciato indietro o dimenticato.

Una società solidale è una società SOLIDA.

(E pare che sia un valore di un certo rilevo, da qualche milione di anni a questa parte.)

EMPATIZZA con il prossimo

ABBINE CURA!

Esplichiamo alcuni dei vantaggi sociali:

  • 1) Promuovere i valori di solidarietà: Ad esempio, attraverso una recita di Natale sulla solidarietà, si può sensibilizzare il pubblico su quanto sia importante aiutarsi reciprocamente e fare del bene agli altri.
  • 2) Coinvolgere la comunità: Crea un senso di appartenenza e collaborazione all’interno della comunità, che rinsalda i legami sociali.
  • 3) Raccolte fondi per cause benefiche: Per raccogliere cibo, indumenti e molto altro, da destinare a cause benefiche. I proventi dell’evento possono essere devoluti a organizzazioni che si occupano di aiutare persone meno fortunate, contribuendo così a migliorare la vita dei più bisognosi.

E quindi godi di buon cielo, sii grato per la vita che possiedi. Che tu possa avere premura di te stesso, del tuo cuore e della tua anima, ma soprattutto degli altri!

Ecco a te, una frase che fortemente negli anni mi ha colpito, di cui ne faccio tesoro e della quale io vorrei tu ne faccia oro.

“Impara a amare ciò che desideri ma anche ciò che gli assomiglia. Sii esigente e sii paziente. È Natale ogni mattino che vivi. Scarta con cura il pacco dei giorni. Ringrazia, ricambia, sorridi.”

Fino Myrea Francesca

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Il Presepe napoletano: tradizione, arte e spiritualità del Natale https://www.lavocedelsud.org/il-presepe-napoletano-tradizione-arte-e-spiritualita-del-natale/ https://www.lavocedelsud.org/il-presepe-napoletano-tradizione-arte-e-spiritualita-del-natale/#respond Fri, 06 Dec 2024 11:00:22 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9145 Le radici del Presepe Napoletano affondano profondamente nel patrimonio culturale e mistico della Campania, intrecciando leggende, miti e credenze popolari che da secoli accompagnano il Natale napoletano. Questa antica rappresentazione simbolica non è solo un elemento decorativo, ma un vero e proprio specchio della tradizione locale, tramandato di generazione in generazione. L’immortale battuta “Te piace […]

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Le radici del Presepe Napoletano affondano profondamente nel patrimonio culturale e mistico della Campania, intrecciando leggende, miti e credenze popolari che da secoli accompagnano il Natale napoletano. Questa antica rappresentazione simbolica non è solo un elemento decorativo, ma un vero e proprio specchio della tradizione locale, tramandato di generazione in generazione. L’immortale battuta “Te piace ‘o presepio?” del personaggio Lucariello nella celebre commedia Natale in casa Cupiello di Eduardo De Filippo rappresenta alla perfezione l’essenza di questa tradizione: un presepe fatto a mano, carico di significati e storie.

San Gregorio Armeno: il Cuore del Presepe

San Gregorio Armeno, conosciuta come la “via del presepe”, è il centro pulsante di questa tradizione. Già dal IV secolo a.C., questa strada ospitava artigiani della terracotta che modellavano statuine votive per il culto di Demetra, dea della fertilità. Oggi, questa lunga tradizione artigianale si riflette nelle figure dei pastori, simboli dell’anima popolare napoletana e della spiritualità natalizia. Ogni statuetta racconta una storia, ogni dettaglio porta con sé un significato profondo.

Le Origini del Presepe Napoletano

Il primo presepe napoletano documentato risale al 1478, realizzato dai fratelli Alemanno per la Chiesa di San Giovanni a Carbonara. Quest’opera, conservata nel Museo di San Martino, testimonia l’evoluzione di questa tradizione artistica che unisce elementi classici e popolari. La parola presepe deriva dal latino “praesepium”, che significa mangiatoia, un riferimento alla semplicità del luogo della nascita di Gesù.

Mito, Simbolo e Tradizione

Il presepe napoletano si presta a molteplici letture:

Mito: le sue radici affondano in rituali e credenze arcaiche.

Simbolo: ogni elemento rappresenta valori profondi e universali.

Tradizione: riflette le leggende e la cultura della Campania, portando con sé un forte legame con il Natale.

Questo racconto popolare, arricchito nel tempo, è diventato un patrimonio culturale unico che fonde sacro e profano, passato e presente, religione e folklore.

Elementi Fondamentali del Presepe

Il presepe non è solo una scenografia, ma un insieme complesso e simbolico. Ogni elemento ha un significato:

Lo scoglio: la base della rappresentazione, simbolo del cammino spirituale dell’uomo.

Il cielo stellato: rappresenta il mistero della Natività e la luce che guida verso la salvezza.

Benino: il pastore dormiente, emblema dell’umanità inconsapevole, che per alcuni richiama l’immagine di Cristo bambino.

Il forno e il mulino: simboli della vita quotidiana e del tempo, ma anche della morte e resurrezione.

L’osteria: un luogo di contrasto tra la materialità e la spiritualità.

Il fiume e il ponte: evocano la vita, il cammino e il passaggio tra il terreno e il divino.

La grotta: il cuore del presepe, rappresenta il confine tra tenebre e luce, tra morte e rinascita.

Un Patrimonio di Inestimabile Valore

Napoli è il presepe, e il presepe è Napoli: un microcosmo che racchiude la bellezza e la complessità di questa città. Non si tratta solo di arte, ma di un racconto vivo che attraversa discipline come teatro, musica, letteratura e sociologia. Maestri presepiali come Giuseppe Sanmartino hanno trasformato questa tradizione in una forma d’arte raffinata, capace di stupire e affascinare viaggiatori di tutto il mondo.

Un Messaggio di Unione Universale

Il Presepe Napoletano non è solo una celebrazione religiosa, ma un linguaggio universale che unisce culture e popoli. È un viaggio simbolico tra passato e presente, un ponte tra mito e fede, un racconto senza tempo che continua a emozionare e a stupire. In questo presepe vive la magia del Natale, la bellezza di Napoli e l’eredità di una tradizione che non conosce confini.

Loredana Zampano

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I presepi viventi in Sicilia, tra arte e sacralità https://www.lavocedelsud.org/i-presepi-viventi-in-sicilia-tra-arte-e-sacralita/ https://www.lavocedelsud.org/i-presepi-viventi-in-sicilia-tra-arte-e-sacralita/#respond Mon, 25 Nov 2024 11:00:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9127 Il Natale in Sicilia è un tripudio di presepi viventi, tradizione che risale ai secoli passati e che coinvolge tanti borghi dell’isola, che in quei giorni si trasformano per ricreare l’atmosfera dell’antica Betlemme. Ma quali sono quelli davvero imperdibili? Scopritelo insieme a noi! PRESEPE VIVENTE DI SUTERA In provincia di Caltanissetta sorge il paesino di […]

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Il Natale in Sicilia è un tripudio di presepi viventi, tradizione che risale ai secoli passati e che coinvolge tanti borghi dell’isola, che in quei giorni si trasformano per ricreare l’atmosfera dell’antica Betlemme.

Ma quali sono quelli davvero imperdibili? Scopritelo insieme a noi!

PRESEPE VIVENTE DI SUTERA

In provincia di Caltanissetta sorge il paesino di Sutera.

Nonostante la sua nascita relativamente recente -la sua prima rappresentazione risale all’anno 1999 – viene considerato tra i più coinvolgenti dell’intera isola, grazie alla sua atmosfera medievale.

PRESEPE VIVENTE DI CAVAGRANDE DEL CASSIBILE

Circondato dal paesaggio magico dei laghetti di Avala sorge uno dei presepi più classici dell’isola dove potrete ammirare scene di vita quotidiana e mestieri del passato.

PRESEPE VIVENTE DI AGIRA

Tra le rovine di un antico castello e le caratteristiche stradine di Agira la notte di Natale viene rappresentata la natività. Assolutamente da non perdere!

PRESEPE VIVENTE DI CACA D’ISPICA

La cittadina di Ispica ( Ragusa ) allestisce il suo presepe a ridosso dell’anonima cava, che gli dona un fascino suggestivo.

E voi quale di questi presepi avete già visitato?

Federica Leonardi

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Quando i giovani erano ancora appassionati di teatro… intervista all’attore Turi Badalà https://www.lavocedelsud.org/quando-i-giovani-erano-ancora-appassionati-di-teatro-intervista-allattore-turi-badala/ https://www.lavocedelsud.org/quando-i-giovani-erano-ancora-appassionati-di-teatro-intervista-allattore-turi-badala/#respond Thu, 31 Oct 2024 11:00:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9107 Incontriamo il signor Turi Badalà in un tiepido pomeriggio di metà ottobre, presso la sede della sua Associazione Teatrale – la “Caf – Cultura, Arte & Folklore” – un luogo vibrante e colorato, adornato da locandine variopinte e ricco di importanti premi. L’atmosfera è carica di creatività, con il profumo della carta e delle vernici […]

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Incontriamo il signor Turi Badalà in un tiepido pomeriggio di metà ottobre, presso la sede della sua Associazione Teatrale – la “Caf – Cultura, Arte & Folklore” – un luogo vibrante e colorato, adornato da locandine variopinte e ricco di importanti premi. L’atmosfera è carica di creatività, con il profumo della carta e delle vernici che si mescola all’energia degli artisti che lavorano nei vari spazi. Ogni angolo racconta una storia, dai manifesti di spettacoli passati alle fotografie di eventi che hanno segnato la vita della comunità teatrale.

Il signor Badalà, con un sorriso accogliente, ci invita a prendere posto tra i suoi tesori artistici. Con la luce morbida del pomeriggio che filtra dalle finestre, inizia la nostra chiacchierata, un viaggio attraverso la passione, le sfide e le speranze che caratterizzano il mondo del teatro in Sicilia.

Signor Turi quando e come è nata la sua passione per il teatro?

La mia passione per il teatro è sbocciata grazie al cinema. Sin da giovane, ero affascinato dai film, e questo amore per la settima arte si è trasformato in un’opportunità concreta. Nel maggio del 1954, quando avevo 14 anni, ho fatto il mio debutto recitando per l’“Azione Cattolica”. La prima commedia in cui ho preso parte è stata “Il tesoro della Feliciuzza”, scritta dal monsignore Pennisi. Questo momento ha segnato l’inizio di un viaggio artistico che lo ha condotto a esplorare con fervore il mondo del teatro, avviando una carriera costellata di emozioni, sfide e successi indimenticabili.

Negli anni ’70, ho fondato la mia prima compagnia teatrale, chiamata “Giovanni Grasso”. Questa esperienza è stata fondamentale per la mia crescita artistica. Nel 1987, la compagnia si è evoluta e ha assunto il nome di “Caf – Cultura, Arte e Folklore”, riflettendo così il nostro impegno a promuovere una fusione di cultura, arte e tradizione folklorica.

C’è qualche ricordo che vuole condividere con noi?

Nel maggio del 1986, la morte di mia sorella mi ha colpito profondamente, portandomi a perdere ogni motivazione. Tuttavia, è stata mia madre a convincermi a non abbandonare il teatro. Così, con il suo incoraggiamento, ho deciso di riprendere in mano la mia vita e ho iniziato una tournée che ha segnato una nuova fase del mio percorso artistico.

C’è qualche collaborazione con qualche collega attore che ci vuole raccontare?

Conservo un bellissimo ricordo del collega Carmelo R. Cannavò e della sua straordinaria interpretazione nel ruolo di “Liolà”. Inoltre, nutro una grande amicizia con l’attore Enrico Guarneri, noto nel panorama del teatro siciliano per la sua iconica interpretazione di Litterio. Questi legami professionali e personali hanno arricchito la mia esperienza nel mondo del teatro.

C’è qualche premio/riconoscimento che le va di ricordare?

Ho ricevuto diversi premi nel corso della mia carriera, ma quello che custodisco nel cuore è la targa ricevuta a Milo due anni fa. Si tratta del premio “Angelo Musco” per l’“Amore per il teatro”, un riconoscimento che rappresenta per me una vera e propria celebrazione della mia passione per questa arte.

Tra i suoi vari spettacoli e personaggi interpretati ce n’è uno che gli è rimasto particolarmente nel cuore?

In 70 anni di carriera teatrale, ho recitato in ben 110 commedie, dando vita a una moltitudine di personaggi. Ogni ruolo ha lasciato un segno profondo nella mia vita, arricchendo la mia esperienza artistica e personale.

Sicuramente, i ruoli che porto nel cuore e per cui sono maggiormente riconosciuto sono quelli in “Fiat Voluntus Dei”, “Gatta ci cova” e “Miseria e nobiltà”. Queste opere hanno segnato momenti significativi della mia carriera e sono legate a ricordi indimenticabili.

Ultima domanda, quali progetti ha in questo momento in cantiere?

Mio fratello ha scritto una commedia intitolata “Vita e passione di Gesù” nel 1986. Dieci anni fa, ho avuto il privilegio di interpretarla e vorrei riproporla nuovamente. Dopo questo progetto, continuerò con la mia consueta tournée teatrale, portando il teatro nelle diverse comunità.

Ho un solo dispiacere: i giovani sembrano essere sempre meno attratti dal teatro. Il mio obiettivo è quello di stimolare il loro interesse e coinvolgerli in questa forma d’arte, cercando di far riscoprire la bellezza e il potere del teatro. È una missione che mi sta a cuore e che intendo perseguire con passione.

E noi gli auguriamo di riuscire a coinvolgere sempre più giovani nel mondo della recitazione, affinché possano scoprire la magia del teatro e tutte le emozioni che può offrire.

Federica Leonardi

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Ius osculi: il bacio incriminante https://www.lavocedelsud.org/ius-osculi-il-bacio-incriminante/ Tue, 29 Oct 2024 11:23:44 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9099 “Qualunque donna sia smodatamente avida di vino chiude la porta alla virtù e la apre ai vizi” Scriveva Valerio Massimo nel I sec. a.C. Che la società romana fosse fortemente maschilista e regolamentata da un meccanismo patriarcale di controllo, che costringeva le donne ad una subordinazione assoluta, è un concetto risaputo ormai da tempo. Non […]

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“Qualunque donna sia smodatamente avida di vino chiude la porta alla virtù e la apre ai vizi”

Scriveva Valerio Massimo nel I sec. a.C. Che la società romana fosse fortemente maschilista e regolamentata da un meccanismo patriarcale di controllo, che costringeva le donne ad una subordinazione assoluta, è un concetto risaputo ormai da tempo. Non bastano le testimonianze nelle opere dei più grandi autori a provarlo: all’epoca era la legge a dettare le direttive.

Una donna era soggetto e oggetto dei desideri e delle disposizioni dei congiunti più vicini a lei come padre,fratelli, marito e figli. Addirittura, in caso di vedovanza le sorti della donna in questione erano come redini messe in mano al parente uomo più prossimo, indipendentemente dall’età e dalle condizioni sociali della matrona in questione. Per lo stesso principio fortemente maschilista, la legge romana concedeva agli uomini lo ius osculi:il diritto al bacio.

Che cos’era questo diritto?

Lo ius osculi era una pratica secondo la quale i componenti maschili della famiglia avevano il diritto di saggiare l’alito delle donne, baciandole sulle labbra, per verificarne che non si fossero concesse all’infamia degli effetti dell’alcol. La società romana concepiva il consumo di alcolici da parte di una donna come un’abitudine malefica che le inglobava in un vortice di adulterio e scelleratezza, che minava la procreazione e alimentava le capacità abortive delle donne che erano solite bere vino

Se il gesto- apparentemente affettuoso- si fosse configurato in una prova di disobbedienza, la matrona poteva subire una duplice sorte: essere ripudiata o uccisa dal marito, col consenso dei coniugi. Il divieto valeva solo per le mattone e per le donne honestae, mentre perdeva la validità per le prorbosae (attrici, ballerine, prostitute).

A distanza di millenni, la convinzione che gente a giustificare gli stupri a causa del nesso tra ubriachezza e sessualità, è solo uno strascico dello ius osculi oppure è una tremenda rivisitazione di una filosofia maschilista che ancora aleggia nell’aria e giustifica violenze, precludendo la libertà sessuale femminile?

Cristina Mongelluzzi

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Temerarietà e Positività https://www.lavocedelsud.org/temerarieta-e-positivita/ https://www.lavocedelsud.org/temerarieta-e-positivita/#comments Mon, 28 Oct 2024 09:30:00 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9097 In un mondo continuamente bombardato da informazioni negative, luoghi del terrore, cattiveria e ostilità, la psicologia positiva dona uno spiraglio di luce intensa, quasi un senso di ribellione, in positivo. Ci vuole un grande lavoro introspettivo, ricerca del proprio ‘’Io’’, auto – disciplina. In un periodo di conflitto, crisi economica, politiche, sociali, questa pratica si […]

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In un mondo continuamente bombardato da informazioni negative, luoghi del terrore, cattiveria e ostilità, la psicologia positiva dona uno spiraglio di luce intensa, quasi un senso di ribellione, in positivo.

Ci vuole un grande lavoro introspettivo, ricerca del proprio ‘’Io’’, auto – disciplina. In un periodo di conflitto, crisi economica, politiche, sociali, questa pratica si propone come antidoto della negatività, che costantemente viene introdotta, prodotta, INDOTTA!

Tu?

Come reagisci ad una situazione? Come ti predisponi? La vivi o fuggi?

Innumerevoli volte siamo estremamente punitivi con noi stessi, spesso sino a detestarci.

Ma è così che realmente capiamo chi siamo? Come ci comportiamo?

Come e quanto è positivo il nostro modo d’interagire con gli altri? Quanto amiamo?

Quando ci lasciamo amare? Quanto viviamo?

La psicologia positiva (una prospettiva teorica ed applicativa della psicologia, che si occupa dello studio del benessere personale), movimento nato durante gli anni ‘90 partendo da studi e ricerche sul benessere soggettivo, sottolinea fortemente il ruolo delle risorse positive e delle potenzialità̀ dell’individuo.

Afferma che Il pensiero positivo è l’abilità (ma anche l’abitudine) di orientare la mente verso uno stato di positività, superando i pensieri negativi e creandone di nuovi, più felici.

  • Si possono identificare DUE prospettive di base della psicologia positiva, quella edonica e quella eudaimonica.

La prospettiva edonica:

[edonico. edònico agg. dal fr. hédonique, dal lat. tardo hedonĭcus; v. edonismo], Raro– Che ha rapporto con il piacere]

in cui le ricerche e gli studi si focalizzano sull’analisi della dimensione del piacere, inteso come “benessere prettamente personale e legato a SENSAZIONI ed EMOZIONI positive”.

*Daniel Kahneman (psicologo israeliano e professore di scienze cognitive a Princeton (USA), citava:

“Nothing in life is as important as you think it is when you are thinking about it.”

“Niente è importante in vita, lo è solo quando tu pensi che lo sia”

Hai mai pensato potessimo essere i padroni dei nostri pensieri?

Continua a leggere!

La prospettiva eudaimonica:

[dal gr. εὐδαιμονία, der. di εὐδαίμων «felice–Nel linguaggio filosofico, la felicità intesa come scopo fondamentale della vita]

che si focalizza sullo studio dei fattori che promuovono le potenzialità, la realizzazione personale e lo sviluppo dell’individuo e sviluppo della collettività̀.

Quando si parla di salute positiva, che ha come archetipo fondante la salute mentale dell’individuo, si riferisce non tanto all’assenza di malattia, ma ad una condizione caratterizzata dal provare emozioni positive, dall’avere degli impegni finalizzati al raggiungimento di obiettivi positivi e ben precisi, dall’essere in grado di relazionarsi positivamente con gli altri, tutti inciti che incrementano, attraverso studi e test effettuati negli anni, la longevità degli individui e migliora il tenore del loro invecchiamento.

Si assiste così, nel tempo, ad un forte cambiamento di paradigma che a livello applicativo si traduce con l’idealizzazione di programmi psicologici finalizzati allo sviluppo delle potenzialità e delle abilità della singola persona, anziché dei suoi aspetti deficitari.

(Insomma un vero e proprio consolidamento positivo, in positivo, SII POSITIVO!)

E a questo proposito, la psicologia positiva diviene un movimento sia a livello teorico che a livello pratico attraverso l’area della psicologia clinica, della psicologia scolastica-educativa, nonché della psicologia sociale e delle organizzazioni.

La speranza, l’ottimismo, la felicità, il benessere soggettivo e il concetto di “flow”

La speranza è basata su 3 componenti, ovvero:

  1. obiettivi da raggiungere
  2. strategie per il raggiungimento degli obiettivi
  3. motivazione a raggiungerli

L’ottimismo, invece, è la tendenza a credere che si possano raggiungere dei risultati positivi, piuttosto che negativi affinché questo stesso muova dinamiche nell’individuo finalizzate alla protezione della sua salute, che talvolta diventano determinanti anche per la sfera psico-fisica  in molte malattie croniche, (parlavamo prima appunto, di un tenore dell’invecchiamento migliore e più longevo) cosa che non si verifica, ad esempio,  nel soggetto pessimista che invece si allontana sempre più dall’innescare una predisposizione psicologica e fisica ferrea e cioè terreno fertile per la sua personale felicità.

Il concetto di flow nasce da uno studio effettuato sulla creatività, riconosciuto a Getzels e Csikszentmihalyi, (1976), che ha portato l’autore a rimanere colpito dal fatto che quando il professionista in questione riteneva che il suo progetto stesse procedendo per bene, egli persisteva nel lavoro senza sosta, ignorando anche la fame, la fatica e il disagio.

Concettualizzando così il termine flow come uno stato psicologico soggettivo di massima positività e gratificazione; entrare nel flusso dipende quindi, dall’equilibrio tra queste sfide personali, questi stimoli celebrali, più abilità personali o in acquisizione, valutate tutte su una base soggettiva.

Quel che ho personalmente colto, dall’approfondimento di queste informazioni e dalla messa in pratica di questo meccanismo, è che quando si è nel flusso, l’individuo funziona a pieno delle sue capacità, portando a sé numerosi vantaggi, come ad esempio, l’attivazione e lo sviluppo di capacità personali e l’assaporare, in maniera proattiva, uno stato di benessere collegato a forti emozioni positive e a un senso positivo di autostima e autoefficacia. (Aggiungendo anche valore maggiore all’esperienza momentanea che si sta vivendo).

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Piscologia positiva e pensiero positivo. Qual è la differenza?

La PSICOLOGIA POSITIVA è una disciplina basata su emozioni POSITIVE e sulla capacità di rivalutare POSITIVAMENTE i propri vissuti e non va confusa con il PENSIERO POSITIVO, che invece è una visione sempre e comunque ottimistica di tutto ciò che ci circonda.

Per esempio, i ricercatori hanno riscontrato che con persone affette da depressioni gravi, gli effetti degli esercizi di psicologia positiva possono portare a risultati straordinari dopo anche solo 1 anno di follow up¸ producendo una remissione molto maggiore rispetto ai risultati ottenuti da trattamenti che seguono i protocolli standard di pensiero positivo o che prevedono anche o addirittura l’assunzione di farmaci.

Gli interventi di psicologia positiva sono basati su esercizi e attività mirate alla valorizzazione degli aspetti positivi dell’esistenza e della propria persona e sono diverse le strategie terapeutiche usufruibili, come ad esempio l’investimento sui punti di forza dell’individuo, quali coraggio, abilità interpersonali, ottimismo, autenticità, perseveranza, realismo, capacità di provare piacere, di riconoscere le responsabilità personali, le inclinazioni e le intenzioni etc.

TI HO INCURIOSITO?

Insomma, è un mezzo che decisamente migliora la vita!

ESPLORATE! PROVATECI!

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Han Kang, Premio Nobel per la Letteratura 2024: L’arte di raccontare la fragilità umana https://www.lavocedelsud.org/han-kang-premio-nobel-per-la-letteratura-2024-larte-di-raccontare-la-fragilita-umana/ https://www.lavocedelsud.org/han-kang-premio-nobel-per-la-letteratura-2024-larte-di-raccontare-la-fragilita-umana/#respond Fri, 18 Oct 2024 10:00:34 +0000 https://www.lavocedelsud.org/?p=9089 La scrittrice sudcoreana Han Kang ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2024, un riconoscimento alla sua straordinaria capacità di esplorare i traumi storici e la condizione umana con un’intensa prosa poetica. Il suo stile narrativo, che unisce delicatezza e profondità, le ha permesso di affrontare temi universali come il dolore, l’alienazione e la […]

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La scrittrice sudcoreana Han Kang ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura 2024, un riconoscimento alla sua straordinaria capacità di esplorare i traumi storici e la condizione umana con un’intensa prosa poetica. Il suo stile narrativo, che unisce delicatezza e profondità, le ha permesso di affrontare temi universali come il dolore, l’alienazione e la resistenza interiore, rendendola una delle voci più innovative della letteratura contemporanea.

L’ascesa letteraria di Han Kang

Nata nel 1970 a Gwangju, Han ha debuttato come poetessa nel 1993, ma è stato il romanzo La vegetariana (2016) a darle fama internazionale. In questo libro, la protagonista si ribella alla violenza simbolica della società smettendo di mangiare carne, in un atto di resistenza che diventa una riflessione sul corpo come luogo di conflitto. L’opera ha ottenuto l’International Booker Prize, consacrando Han come una delle scrittrici più apprezzate a livello globale.

Corpo e anima, vita e morte

Uno dei temi chiave della scrittura di Han Kang è l’interconnessione tra corpo e anima, esplorata in modo unico e spesso doloroso. I suoi personaggi vivono un profondo senso di alienazione e fragilità, ma attraverso queste esperienze si scoprono legami più grandi, che vanno oltre la vita e la morte. Il suo romanzo Atti umani (2014), che racconta il massacro di Gwangju, è un esempio straordinario di come Han intrecci eventi storici e riflessioni intime, dando voce a traumi collettivi e individuali con una delicatezza rara.

Innovazione narrativa e riconoscimenti internazionali

L’Accademia svedese ha sottolineato come Han Kang, attraverso la sua prosa poetica e sperimentale, abbia innovato la narrativa contemporanea, offrendo nuove prospettive su temi cruciali come la sofferenza umana e la resilienza. La sua capacità di coniugare elementi lirici con narrazioni potenti la distingue, rendendo la sua opera una continua sfida alle convenzioni letterarie. Questo Premio Nobel non solo celebra la sua produzione artistica, ma anche il coraggio e la complessità con cui affronta argomenti difficili e universali​

Un futuro ancora da scrivere

Oltre a essere una scrittrice affermata, Han Kang insegna scrittura creativa e partecipa a progetti culturali internazionali. Uno di questi, la “Biblioteca del Futuro”, contiene un suo manoscritto inedito che verrà reso pubblico solo nel 2114, segno di una continua evoluzione artistica. Con il Nobel, Han ha consolidato il suo posto nella storia della letteratura, un’autrice capace di toccare le corde più intime dell’animo umano e di portare la letteratura sudcoreana a livelli mai raggiunti prima.

Loredana Zampano

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